IL CINECONSIGLIO! BAYHEM EDITION! La quadrilogia di Transformers

IL CINECONSIGLIO! BAYHEM EDITION! Film visti: la quadrilogia di Transformers (a Pradamano. Uno di seguito all’altro. Senza cibo. Pop corn e pepsi a parte).

Avete presente la puntata di Futurama dove Fry beve caffè fino a riuscire a bloccare il tempo? O quella dove Homer Simpson mangia il peperoncino e finisce con avere allucinazioni? O Dante che si perde nel mezzo del cammin della sua vita? A me è successo due giorni fa.

Partiamo da un dato di fatto: non ero un fan della serie, ma ieri lo sono diventato. Grazie a Dio la demenza senile, nel mio caso, sta avanzando a passi da gigante e ciò mi permette di apprezzare sempre di più l’ignoranza allo stato brado.
Michael Bay riesce perfettamente nell’intento di inserire pubblicità a catena e una velata critica al America all’interno di un contesto narrativo ampiamente trascurabile curando meticolosamente l’aspetto estetico. Ho scritto veramente che Bay contesta la società Americana? Oh cazzo! Però se ci fate caso (e io non lo avevo notato alla prima visione) in ognuno dei film riesce a fotografare degli aspetti negativi del sistema americano (ma bene o male presente in tutte le società): un esempio sta nel fatto che il buon Sam Witwicky nonostante abbia salvato il pianeta più volte, ricevuto onoreficenze etc. Si ritrova ad essere senza lavoro e anche ad essere disprezzato (lo dice nel terzo e il richiamo va subito a quanti hanno combattuto in guerra e al ritorno si sono ritrovati ad avere solo il cazzo in mano). E così molti altri esempi. Ma fanculo alla politica, concentriamoci sulla figa. Se c’è qualcuno che sa riprendere la figa è Michael Bay. Nei primi due Tranfsormers, crea il mito di Megan Fox nonostante sia una ragazza dalla pelle del viso disastrata e da un evidente deficit recitativo (perlomeno nei Transformers). Nel terzo, con Rosie, il concetto di gnocca raggiunge altre vette. Vette suona come tette. Perché parlare di tette? Per via del fatto che il buon Bay è il regista degli spot memorabili del Victoria’s Secret. Quindi anche se i Transformers non vi piacciono, perlomeno dategli credito per come ci fa bramare la fimmina. Che CINECONSIGLIO sboccato! Ma non preoccupatevi, il discorso vi sarà più chiaro alla fine.
Diciamocelo, i primi tre ed in particolare i primi due, sono un nonsense totale. Però lo accettiamo perché Michael, saggiamente, spara tutto sulla luna: la recitazione di alcuni personaggi è volutamente e palesemente in overacting, è presente un pesante toilet humor, il product placement è sfacciato, l’illuminazione e la scelta di staging temporale e spaziale (passaggio giorno, notte, alba, tramonto, città, deserto) è in gran parte solo stilistica e per nulla legata ad un realismo, situazioni al limite del surreale e via dicendo…

Nel quarto episodio la musica, per molti aspetti, cambia: il toilet humor è praticamente assente, non ci sono personaggi in overacting come quello di Torturro, i movimenti di camera non sono frenetici come nei precedenti, la figa non è così strafiga e non ci sono i militari. Può piacervi o no, a me è piaciuto, ma anche seguendo il discorso registico di Bay: la critica al sogno americano. Nei primi tre Transformers c’è, appunto, il sogno americano di essere un ragazzo soldato che salva le sorti del mondo, in Pain and Gain si parla del sogno americano di fare soldi facili tramite la criminalità ed in Transformers 4 la critica è verso il sogno americano di voler essere i nuovi Steve Jobs. Nei primi tre, oltre al lavoro etc. Viene detto a chiare lettere a Sam “Tu non sei un soldato”, disilludendolo totalmente, in Pain and Gain il protagonista avrebbe già una vita soddisfacente e nella quale potrebbe sfondare, ma non lo capisce e cerca di fare il criminale fallendo miseramente, in Transformers 4 (senza alcuno spoiler) ci dice immediatamente che se esiste uno Steve Jobs, esiste anche un sedicente inventore con idee retrograde che sta facendo fallire la propria famiglia (evito il resto o spoilero).
Bay con Pain and Gain ha svoltato e guardando i Transformer uno dietro all’altro era molto chiara la svolta. Non aspettatevi le sperimentazioni visive di Pain and Gain in Transformers 4. Il regista è diventato più moderato e pulito nell’orchestrazione dell’insieme, molto più chiaro e meno frenetico per quanto riguarda montaggio e fotografia.
Comunque sia alla fine del film è lecito chiedersi: ma che cazzo ho appena visto? In Transformers 4 c’è tutto: dalla storia famigliare (della quale può non fottercene un cazzo) ad una cinese che combatte a suon di arti marziali, da una critica sociale ad un Transformer spadato che cavalca un Transformer dinosauro barbaro sputafuoco. Un Transformer spadato che cavalca un Transformer dinosauro barbaro sputafuoco. Un Transformer spadato che cavalca un Transformer dinosauro barbaro sputafuoco. Un Transformer spadato che cavalca un Transformer dinosauro barbaro sputafuoco. Un Transformer spadato che cavalca un Transformer dinosauro barbaro sputafuoco. Un Transformer spadato che cavalca un Transformer dinosauro barbaro sputafuoco…

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