World Press Photo 2015

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Lasciatemi peccare d’arroganza, ma non capisco l’importanza di questo contest. Le foto in gara non solo sono la saga delle banalità, ma sono ciò che normalmente si può trovare in un profilo Instagram decente.

Chiariamo, non sono foto brutte. Sono semplicemente degli stereotipi visivi. Sono immagini che ormai abbiamo visto e rivisto, già raccontato, già sfruttato. È piuttosto demoralizzante che anche a concorsi dell’importanza del World Press Photo vengano premiate sempre le stesse cose. Personalmente avevo smesso tempo fa di partecipare ai concorsi video perché vedevo costantemente vincere filmati in stop motion con forchette, matite o altri utensili parlanti oppure finti, malfatti, ignoranti, grotteschi novelli Forrest Gump. Quest’anno forse riprenderò a parteciparvi, ma la selezione fatta dal World Press Photo non mi fa ben sperare.

Le foto proposte non sembrano sentite, non sembrano pensate, non sembrano sincere. Sono una concatenazione di luoghi comuni, fatte per evitare di esporsi realmente o di far pensare piuttosto che far sentire chi le vede, costantemente, in una confortevole ragione mentale.

Clicca qui per vedere le foto vincitrici del World Press Photo 2015

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